27 febbraio 2014

Anteprima: Camorra di Antonio G. D’errico



Titolo: Camorra
Autore: Antonio G. D’errico 
Casa editrice: Edizioni Anordest
Pagine: 192
Prezzo: 11.90 € 
Data Pubblicazione:  27-02-2014


Trama:


CAMORRA Le confessioni sugli anni di piombo della malavita organizzata di stampo camorristico. La voce di un protagonista che è stato ai vertici dell’organizzazione criminale, di cui conosce intimamente le dinamiche operative e lo spirito intimo dei suoi traffici, dalle droghe al mercato delle armi, dalla corruzione sugli appalti pubblici al riciclaggio selvaggio dei rifiuti, alle connivenze con politici corrotti.
Mario Perrella è un uomo di clan che accetta di entrare per primo in un programma di collaborazione con la giustizia, perché le lotte fratricide tra famiglie lo inducono a un’alta presa di coscienza. Lontano da ipocrisie, le sue confessioni sono testimonianza verificata. Anche i suoi lunghi appelli a Roberto Saviano, per un confronto puntualmente negato, rimane argomento di verifica e di discussione.
Questo libro rivela verità che andrebbero ascoltate oltre ogni immagine precostituita del fenomeno camorristico.


ANTONIO G. D’ERRICO, scrittore e sceneggiatore teatrale, televisivo e cinematografico. Premio speciale Grinzane-Pavese con il romanzo Testimoni d’amore. Terzo classificato al Premio Scerbanenco. Coautore con Eugenio Finardi della biografia Spostare l’orizzonte (Rizzoli) e con Tony Cercola di Come conquistare il mondo con una buatta (Anordest). Sempre con Edizioni Anordest ha pubblicato Marco Pannella-Segnali di distensione e Roberto Straccia-sogni infranti.



“I rifiuti provenivano dalle grandi industrie, in genere del nord Italia. Avevamo adottato un sistema che ci consentiva di filtrare i nostri contatti con le aziende, in modo tale da preservarle da eventuali scandali e problematiche che si sarebbero presentati. Ancora oggi, non mi risulta che le aziende che ci affidarono la loro spazzatura siano state incriminate per fatti del genere.
Lo stesso Saviano parla a lungo dell’argomento ma non nomina nessuna industria coinvolta...
Del resto chi aveva varato l’introduzione di una norma che  consentiva di lavorare rifiuti  per sei mesi senza altro controllo  se non un misero cubetto di spazzatura preso a nostro piacimento - dove noi ritenevamo opportuno - che non aveva certamente le stesse caratteristiche dei siti in cui veniva deposto tutto il resto del materiale? La risposta è facile: era una norma dello Stato salutista e ambientalista di allora...”                                                                            
-Cristiana Tonini, nipote del cardinale Tonini, moglie di Perrella


Nessun commento:

Posta un commento